Insurtech, questo (s)conosciuto.
Non sarebbe ora di smetterla di parlare di insurtech come di una semplice novità assicurativa? E’ il quesito che avanza Paul Carroll, caporedattore di Insurance Thought Leadership e un passato tra le scrivanie del Wall Street Journal. Secondo Carroll, “non è che la tecnologia non sia più un fattore chiave per il settore assicurativo”, anzi, semplicemente oggi “la tecnologica è così onnipresente” nella vita di tutti i giorni da dover “smettere di trattarla come una cosa aliena”. Certo, aggiunge Carroll, ci sono tecnologie come la blockchain e l’intelligenza artificiale che sono ancora in fase di studio, “ma lo era anche il laptop e il telefono” eppure ora si considerano questi strumenti “come una semplice estensione della mano o del cervello”. In questo senso, continua Carroll è “tempo di iniziare a pensare alla tecnologia assicurativa, non all’insurtech, allo stesso modo”. Carroll spiega questo punto, in modo semplice: oggi “vogliamo operazioni più efficienti, sottoscrizioni più intelligenti, processi di gestione del sinistro più veloci e fluidi per i clienti”. Stiamo quindi cercando di innovare il settore assicurativo attraverso la tecnologia “ma non intendiamo cambiare la tecnologia in sè”. Il passo che va fatto, conclude Carroll, è cambiare il significato di insurtech da tecnologia che semplicemente aggiunge qualcosa di nuovo al settore assicurativo a “strategia digitale” che innova e trasforma gli interi processi assicurativi, cambiando di fatto paradigma ad un settore ingessato da secoli. La chiosa finale sa di sfida: in futuro, afferma Carroll “insurtech significherà semplicemente una cosa: assicurazione”.
Seguici sui nostri canali social: Facebook e Twitter
Leggi tutte le nostre notizie cliccando QUI