Insurtech e assicurazioni in campo per fronteggiare il coronavirus.
Sembra passato un secolo da quando si poteva uscire fuori la sera. Nella maggior parte dei paesi i bar, ristoranti e discoteche sono chiusi. Negli scantinati di quei luoghi ci sono casse che conservano migliaia di litri di birra. Ma come ben sappiamo, più passa il tempo più la qualità di quella birra diminuisce. Allora cosa fare con tutta quella birra? Berla tutta è un’impresa improba per i proprietari dei locali durante questo periodo di distanziamento sociale.
Royal Swinkels, il birrificio che produce la birra Bavaria, ha studiato un piano per dare alla bevanda un altro scopo. Il birrificio ha richiamato indietro i lotti di birra, dopo di che ha rimosso l’alcool all’interno di essa e lo ha poi riciclato per produrre disinfettanti per le mani. Ad oggi ha distribuito oltre diecimila litri di prodotti per la sanificazione delle mani a centinaia di ospedali, uffici medici e case di cura – gratuitamente.
Nonostante i tempi bui che stiamo vivendo, è bello vedere emergere iniziative creative e soprattutto commoventi come quella appena descritta. Idee simili ci sono anche all’interno della DIA Community. Sono molte le compagnie assicurative, insurtech e società tecnologiche che fanno parte della DIA Community che stanno prestando il proprio talento e la propria tecnologia per aiutare il mondo a combattere la pandemia. Tutte loro stanno predisponendo servizi per settori specifici. Qui di seguito ne elenchiamo otto. Ognuna di loro risponde a bisogni reali.
- Come sapere se hai il coronavirus
Ci sono ancora poche soluzioni che forniscono in tempo reale informazioni sul rischio di aver contratto il coronavirus e i passi da intraprendere successivamente. Tra queste c’è Infermedica (Polonia) che ha sviluppato un protocollo di screening basato sulle linee guida ufficiali dell’OMS. È gratuito, tradotto in 20 lingue e può essere usato in pochi minuti.
- Sapere cosa fare se sei all’estero
A causa del lockdown imposto in diversi paesi, moltissimi viaggiatori ma anche residenti stranieri non hanno potuto far ritorno nel loro Paese di origine. Per loro è dunque più difficile raccogliere informazioni sul coronavirus o, banalmente, sottoporsi ad un test o ricevere un consulto medico nel caso in se ne avesse bisogno. Ogni paese ha requisiti specifici e non è sempre in grado di offrire assistenza in Inglese. Air Doctor (Israele) ha creato una guida completa paese per paese che include informazioni generali e dettagli su dove trovare aiuto. Utilizzando questa guida, espatriati e viaggiatori possono rispettare i requisiti specifici del Paese, limitare l’esposizione e contribuire ad appiattire la curva.
- Prevenire l’infezione e la diffusione del virus
Tutti noi sappiamo quali sono le azioni da intraprendere per evitare di essere contagiati dal coronavirus (non toccarsi il viso con le mani ad esempio). Ma questo è più facile a dirsi che a farsi. Slightly Robot (USA) ha ridisegnato il suo dispositivo indossabile che blocca un altro tipo di contatto dannoso, la tricomania, un disturbo psicologico caratterizzato da un persistente ed irrefrenabile bisogno di strapparsi capelli e/o peli di qualsiasi altra area del corpo, per ragioni non estetiche. Il cinturino Immutouch rileva il movimento della mano 10 volte al secondo e vibrerà una volta che si prova a toccare il proprio viso.
- Offrire soccorso agli studi dei medici di base
Oltre ai ricoverati in ospedale, ci sono tantissime persone a casa con sintomi da coronavirus. Spesso si recano negli studi dei medici di base per farsi visitare. Il rischio però è di affollare questi luoghi e aumentare il rischio contagio. Per aiutare le persone e non sovraccaricare questi luoghi, Axa Belgium ha sviluppato un servizio di teleconsulto medico. I pazienti si collegano, rispondono ad alcune domande e ricevono un appuntamento con il medico.
- Alleggerire il carico di lavoro negli ospedali
L’alto numero di pazienti ricoverati per coronavirus ha portato ad un intasamento degli ospedali soprattutto nei reparti di terapia intensiva, dove i posti letto scarseggiano. Per ovviare a questa situazione, Philips fornisce alle istituzioni sanitarie la soluzione di telehealth per elaborare le richieste sanitarie attraverso uno screening online. I pazienti infettati dal virus possono essere monitorati da remoto tramite questionari sul loro stato di salute. In questo modo si evitano visite non necessarie negli ospedali.
- Garantire risorse sufficienti per l’assistenza medica
La scarsità di ventilatori per la respirazione assistita e altre attrezzature per il trattamento dei pazienti Covid-19 rappresenta uno dei problemi maggiori per i sistemi sanitari dei paesi che stanno affrontando l’epidemia. Ciò ha portato diversi governi ad una corsa affannosa nella ricerca di apparecchi utili alla causa. Per venire incontro alla richiesta di ospedali e istituzioni sanitarie, Munich Re e il Frauenhofer Research Institute hanno lanciato l’iniziativa “A Breath Challenge” per trovare i migliori progetti stampabili in 3D per consentire una produzione immediata e decentralizzata di queste apparecchiature. Una giuria deciderà il miglior design e questo design verrà infine prodotto. La sfida prevede un finanziamento di almeno 1 milione di euro.
- Comprendere meglio Covid-19 per prevedere e contenere il virus
L’attuale pandemia richiede una maggiore velocità nell’elaborazione dei risultati dei test. UiPath (Romania / USA) ha lanciato un progetto pilota con robot software in grado di ordinare e distribuire i risultati dei test effettuati dall’ospedale in pochi minuti, consentendo al personale di mettere rapidamente in atto misure di prevenzione e controllo delle infezioni ove necessario. Automatizzando il processo, gli infermieri e altri specialisti nel reparto di controllo delle infezioni dell’ospedale vengono liberati per dedicare più tempo ai pazienti.
- Mantenimento del benessere personale ai tempi del coronavirus
Mantenere abitudini sane e benessere personale durante una pandemia può essere difficile. Virgin Pulse (Regno Unito) offre ai propri membri un toolkit specifico e programmi integrati per consentire alle persone di rimanere mentalmente e fisicamente in forma. Questo servizio è disponibile in oltre 100 lingue, e si chiama “HomeBase COVID-19”. All’idea hanno collaborato Aaptiv, Enrich, meQuilibrium, Monj, Whil e Zipongo per fornire accesso gratuito a programmi e risorse per la salute e il benessere per consentire alle persone di affrontare questa pandemia in modo positivo e salutare.
Di Roger Peverelli e Reggy de Feniks, fondatori della DIA Community
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